Quando il 'padrone di casa' è lontano, mentre servi infedeli oltraggiano la preziosità del luogo, pretendenti indegni vogliono impadronirsi di ciò che non è loro...quando, cioè, le condizioni perchè l' "anima" si manifesti, vengono meno, lei, delicata e regale controparte dell'attivo maschile, si ritira in sè.
Penelope è da anni inquilina delle sue stanze femminee, non esposte: si è prudentemente ritirata per non essere usata, sfruttata, oltraggiata. Tesse trame funeree di giorno e le sfila di notte, misurando il suo tempo congelato in inspirazioni ed espirazioni lunghe e pazienti, in una sorta di silenziosa prigionia.
Lei che è regina!Dopo anni di attesa qualcosa si muove. Non è ancora avvenuto il riconoscimento dell'amato, perchè allora Penelope decide di uscire allo scoperto? Vuole mostrarsi. Un sesto senso l'ha avvisata?
Anche noi abbiamo avvisaglie di una preziosità nascosta, un bagliore di bellezza, quando siamo 'presenti', consapevoli del nostro 'essere qui'.Lei si mostra, umilmente inconsapevole della propria bellezza, anzi convinta di averla persa negli anni di 'abbandono', ma Atena ha elargito "doni immortali (...) belletto divino con cui Citerea dalle belle corone si unge (...) la fece più alta e robusta a vedersi, più bianca dell'avorio intagliato". La dea vuole che la si veda, che il marito e il figlio si rendano conto del tesoro che ella è, e che lo sappiano anche i Proci!
La bellezza deve rivelarsi: ancor prima della riunificazione la forza di Odisseo e la bellezza di Penelope sfolgorano nella casa. "i ginocchi dei proci si si sciolsero, furono sedotti da amore".
MEDITAZIONE CON I COLORI(indicazioni per l'esercitazione pratica):
Un seme che finalmente germoglia, un bocciolo che finalmente si apre, la bellezza si svela. Prendo lo spunto dalle forze che in primavera tornano ad esprimersi. Raffiguro un fiore che si mostra in tutto il suo splendore.